Mangiare dopo la devitalizzazione: cosa scegliere, cosa evitare e quando tornare alla normalità

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mangiare dopo la devitalizzazione
Tempi, cibi giusti e abitudini da evitare: guida pratica per mangiare dopo la devitalizzazione senza rischi.
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Hai appena devitalizzato un dente e la prima domanda che ti fai, uscendo dallo studio, è semplice: “E adesso cosa posso mangiare?”. È una domanda più che giusta. Dopo la cura il dente è stato salvato, ma ha bisogno di qualche attenzione per guarire bene e restare forte nel tempo. Sapere come mangiare dopo la devitalizzazione aiuta a evitare fastidi inutili e, soprattutto, a non rischiare di rompere un dente appena curato.

Presso lo Studio Odontoiatrico Dott. Dante Pandolfi, chi si affida a noi per la devitalizzazione dente a Pinerolo riceve sempre indicazioni precise su come comportarsi a tavola nei giorni successivi. In questo articolo le raccogliamo tutte: quando si può tornare a mangiare, quali cibi scegliere, quali evitare e perché il dente devitalizzato va protetto anche nel lungo periodo.

mangiare dopo la devitalizzazione

Cosa succede al dente dopo la devitalizzazione

Per capire perché serve qualche attenzione a tavola, è utile sapere cosa succede durante la cura. La devitalizzazione, chiamata anche terapia canalare, si esegue quando la polpa del dente, cioè la parte interna che contiene nervi e vasi sanguigni, è infiammata o infetta. Il dentista rimuove la polpa, pulisce e disinfetta i canali delle radici e poi li sigilla con un materiale apposito.

Al termine della cura il dente non è più “vivo” nel senso stretto del termine: non ha più il nervo e quindi non sente più il caldo e il freddo come prima. Rimane però ben saldo nella bocca, perché è sostenuto dall’osso e dai tessuti che circondano la radice, e può continuare a svolgere il suo lavoro per molti anni.

Ci sono però due aspetti importanti da tenere presenti quando si pensa a come mangiare dopo la devitalizzazione.

Il primo riguarda i tessuti intorno alla radice. Durante la cura vengono stimolati e, in presenza di un’infezione, possono essere infiammati. Per questo nei giorni successivi è normale avvertire un leggero indolenzimento quando si mastica sul dente trattato.

Il secondo riguarda la resistenza del dente. Un dente che arriva alla devitalizzazione ha spesso già perso molta struttura a causa di una carie profonda, di vecchie otturazioni o di una frattura. In più, senza la polpa, nel tempo tende a diventare più rigido e fragile. Per questo, dopo la cura, il dente va ricostruito e in molti casi protetto con una corona, la cosiddetta capsula.

Spesso la cura si conclude con un’otturazione provvisoria, che chiude il dente in attesa della ricostruzione definitiva. È un materiale meno resistente di quello definitivo, e anche questo influisce sul modo di mangiare dopo la devitalizzazione.

In pratica, mangiare dopo la devitalizzazione significa tenere conto di tre fasi: le prime ore, quando la bocca è ancora addormentata; i primi giorni, quando il dente può essere sensibile alla masticazione; il periodo che precede la ricostruzione definitiva, quando il dente è ancora più vulnerabile.

Quando si può mangiare dopo la devitalizzazione

È la domanda più frequente: quando si può mangiare dopo la devitalizzazione? La risposta dipende soprattutto dall’anestesia. Per eseguire la cura senza dolore si utilizza un’anestesia locale, che lascia addormentati per qualche ora il dente, la gengiva e spesso anche una parte del labbro, della guancia e della lingua.

Finché la sensibilità non è tornata, è meglio non mangiare. Il motivo è semplice: con la bocca addormentata non ci si accorge di mordere la lingua, il labbro o la guancia, e ci si può ferire anche in modo importante senza sentire nulla. Allo stesso modo, non si percepisce bene la temperatura di cibi e bevande, con il rischio di scottarsi.

In genere l’effetto dell’anestesia svanisce nel giro di alcune ore, ma il tempo varia da persona a persona e dipende dalla zona trattata. Nell’attesa si può bere acqua a temperatura ambiente, facendo attenzione a non far colare il liquido dal labbro addormentato.

Una volta tornata la sensibilità, si può mangiare dopo la devitalizzazione, ma con gradualità. Ecco alcune indicazioni pratiche:

  • inizia con cibi morbidi e tiepidi, che non richiedono una masticazione impegnativa;
  • mastica preferibilmente dal lato opposto a quello del dente curato;
  • se il dente è chiuso con un’otturazione provvisoria, attendi almeno un paio d’ore dopo la seduta, o il tempo indicato dal dentista, perché il materiale si indurisca bene;
  • evita cibi molto caldi o molto freddi nelle prime ore.

Se la devitalizzazione si svolge in più sedute, il tema del mangiare dopo la devitalizzazione riguarda anche il periodo tra un appuntamento e l’altro: il dente resta chiuso con un materiale provvisorio. In questo periodo valgono le stesse regole: masticare dall’altro lato, evitare cibi duri e appiccicosi e contattare lo studio se la provvisoria si consuma, si rompe o si stacca.

Quanto tempo un dente può restare con la provvisoria? Non a lungo. Il materiale provvisorio non è pensato per durare e, se rimane troppo tempo, può lasciare passare i batteri e compromettere la cura. Per questo è importante rispettare gli appuntamenti fissati per completare il lavoro.

Cosa mangiare dopo la devitalizzazione nei primi giorni

Nei primi due o tre giorni il dente può essere leggermente dolente quando si mastica, e i tessuti intorno alla radice hanno bisogno di un po’ di tempo per calmarsi. In questa fase è utile scegliere cibi morbidi, nutrienti e facili da masticare, che permettono di mangiare dopo la devitalizzazione senza sforzare il dente.

Ecco alcuni esempi di cibi adatti:

  • minestre, passati di verdura e vellutate, serviti tiepidi;
  • pasta ben cotta, risotti e pastina;
  • purè di patate e verdure cotte e morbide, come zucchine, carote e spinaci;
  • uova strapazzate, omelette e frittate morbide;
  • pesce cotto al vapore o al forno, facile da sminuzzare;
  • carne tenera, come polpette o carne macinata, oppure pollo tagliato in piccoli pezzi;
  • formaggi freschi e morbidi, come ricotta e stracchino;
  • yogurt, budini, frullati e frutta morbida come banane, pere mature o frutta cotta;
  • pane morbido, senza crosta dura.

Un esempio di giornata tipo per mangiare dopo la devitalizzazione potrebbe essere: a colazione uno yogurt con banana schiacciata, a pranzo una pasta ben cotta con sugo di verdure, a cena una vellutata seguita da un filetto di pesce al vapore e purè. Sono pasti completi e gustosi, che permettono di nutrirsi bene senza affaticare il dente.

È importante non rinunciare a mangiare per paura del dolore. Un’alimentazione equilibrata aiuta l’organismo a recuperare e a ridurre l’infiammazione. Anche bere a sufficienza è utile, preferendo acqua a temperatura ambiente.

Con il passare dei giorni, se il fastidio diminuisce, si possono reintrodurre gradualmente cibi più consistenti, continuando però a masticare dal lato opposto fino alla ricostruzione definitiva. Il dente stesso dà indicazioni utili: se masticare un alimento provoca dolore, è meglio tornare per qualche giorno a cibi più morbidi.

Mangiare dopo la devitalizzazione, in questa fase, non significa seguire una dieta rigida, ma ascoltare il proprio dente e scegliere con buon senso. Nella maggior parte dei casi, dopo pochi giorni si torna a un’alimentazione quasi normale.

Cosa evitare di mangiare dopo la devitalizzazione

Se ci sono cibi consigliati per mangiare dopo la devitalizzazione, ce ne sono anche alcuni da evitare, almeno finché il dente non è stato ricostruito in modo definitivo. Il rischio principale non è tanto il dolore, quanto la possibilità di rompere il dente o staccare l’otturazione provvisoria.

Ecco gli alimenti a cui fare più attenzione:

  • cibi duri, come frutta secca con guscio, mandorle, nocciole, croste di pane, grissini, crackers duri e torrone;
  • caramelle dure, da succhiare o da masticare;
  • cibi appiccicosi, come caramelle gommose, mou, gomme da masticare e alcuni tipi di dolci, che possono staccare il materiale provvisorio;
  • carne dura o filamentosa, come bistecche poco cotte o affettati spessi;
  • frutta e verdura crude e dure, come mele, carote o finocchi da mordere interi;
  • popcorn, i cui chicchi duri e le bucce possono infilarsi tra dente e gengiva;
  • ghiaccio da sgranocchiare.

Anche la temperatura conta. Nei primi giorni bevande e cibi molto caldi o molto freddi possono dare fastidio ai denti vicini e ai tessuti ancora infiammati. Meglio preferire alimenti tiepidi.

Ci sono poi alcune abitudini da evitare:

  • masticare dal lato del dente curato prima della ricostruzione definitiva;
  • usare i denti per aprire confezioni o tagliare il filo;
  • mordere penne, unghie o altri oggetti.

Vale la pena fare attenzione anche agli zuccheri. I dolci e le bevande zuccherate, consumati spesso e lontano dallo spazzolino, favoriscono la formazione di nuove carie. Un dente devitalizzato non sente più dolore, e per questo una nuova carie sotto l’otturazione potrebbe svilupparsi senza dare segnali.

Infine, alcol e fumo andrebbero limitati, soprattutto nei primi giorni: il fumo rallenta la guarigione dei tessuti e l’alcol può interferire con eventuali farmaci prescritti dal dentista.

Queste attenzioni nel mangiare dopo la devitalizzazione non sono per sempre. Una volta completata la ricostruzione e, se necessario, applicata la corona, si potrà tornare a mangiare in modo del tutto normale, mantenendo solo il buon senso che vale per tutti i denti.

Perché il dente devitalizzato fa male quando mastichi e quanto dura il dolore

Molti pazienti si stupiscono di sentire ancora un po’ di dolore quando provano a mangiare dopo la devitalizzazione. “Se il nervo è stato tolto, perché fa male?”, ci chiedono. La risposta sta nei tessuti che circondano la radice.

Il nervo all’interno del dente non c’è più, ma intorno alla radice ci sono il legamento parodontale e l’osso, che hanno una loro sensibilità. Durante la cura questi tessuti vengono stimolati e, se c’era un’infezione, possono essere già infiammati. Per questo nei giorni successivi è normale avvertire un indolenzimento quando si mastica o si preme sul dente, come se fosse “più alto” degli altri.

Quanto dura il dolore dopo la devitalizzazione? Nella maggior parte dei casi si tratta di un fastidio lieve o moderato, che diminuisce giorno dopo giorno e scompare nel giro di pochi giorni. In alcune situazioni, ad esempio quando l’infezione era importante, può durare un po’ di più. Il dentista può indicare un farmaco per il dolore da assumere secondo le dosi consigliate.

Ecco perché mangiare dopo la devitalizzazione con cibi morbidi, masticando dall’altro lato, è così utile: riduce la pressione sul dente e permette ai tessuti di calmarsi più in fretta.

Ci sono però alcuni segnali per cui è importante contattare lo studio senza aspettare:

  • un dolore che aumenta invece di diminuire con il passare dei giorni;
  • un gonfiore della gengiva o del viso;
  • febbre;
  • la sensazione che il dente tocchi prima degli altri quando si chiude la bocca;
  • la rottura o il distacco dell’otturazione provvisoria.

A volte un dente devitalizzato può tornare a fare male anche dopo anni. Le cause possono essere diverse: una nuova infezione, una piccola frattura della radice, un’otturazione che non sigilla più bene. Anche in questo caso la soluzione non è aspettare, ma farsi visitare. Nel nostro studio il microscopio operatorio e la TAC 3D permettono di studiare con precisione il dente e, quando possibile, di recuperarlo con un ritrattamento.

Quanto dura un dente devitalizzato senza capsula

Un dente devitalizzato, se curato bene, ricostruito nel modo giusto e trattato con attenzione nel mangiare dopo la devitalizzazione, può durare moltissimi anni, anche per tutta la vita. La sua durata, però, dipende molto da come viene protetto dopo la cura e da come lo si tratta ogni giorno, anche a tavola.

Come abbiamo visto, il dente che arriva alla devitalizzazione ha spesso già perso una parte importante della sua struttura. Senza la polpa, inoltre, nel tempo tende a diventare più fragile. Per questo, in molti casi, il dentista consiglia di proteggerlo con una corona, che lo avvolge come un elmetto e distribuisce le forze della masticazione in modo uniforme.

Quanto dura un dente devitalizzato senza capsula? Dipende dalla situazione. Un dente anteriore con poca struttura persa può essere ricostruito con un’otturazione e durare a lungo. Un molare, invece, che lavora molto durante la masticazione e ha perso molta struttura, rischia di fratturarsi se non viene protetto. Una frattura importante, soprattutto se coinvolge la radice, può rendere necessaria l’estrazione.

Ecco perché le attenzioni nel mangiare dopo la devitalizzazione non riguardano solo i primi giorni. Fino alla ricostruzione definitiva, e in particolare fino all’applicazione della corona quando è prevista, è importante:

  • non masticare cibi duri dal lato del dente curato;
  • evitare di rimandare gli appuntamenti per la ricostruzione;
  • segnalare subito se si sente il dente “muoversi” o si avverte un dolore improvviso masticando.

Molti pazienti, sentendosi bene dopo pochi giorni, rimandano la corona o la ricostruzione definitiva. È un rischio da non correre: il dente può sembrare a posto, ma basta morsicare un’oliva con il nocciolo o un pezzo di torrone per causare una frattura che a quel punto può essere difficile da recuperare.

Nel nostro studio il recupero dei denti compromessi è uno degli obiettivi principali: il team di endodonzia e conservativa lavora insieme a quello di protesi per ricostruire il dente in modo stabile e duraturo.

Cosa fare dopo la devitalizzazione: igiene, farmaci e rimedi fai da te da evitare

Oltre all’alimentazione, ci sono altre attenzioni che aiutano il dente a guarire bene. Vediamo le più importanti.

L’igiene orale. Così come è importante mangiare dopo la devitalizzazione con attenzione, è importante curare l’igiene: si possono e si devono lavare i denti normalmente, anche la sera stessa. Basta usare uno spazzolino a setole morbide e procedere con delicatezza nella zona trattata, senza insistere troppo sull’otturazione provvisoria. Anche il filo interdentale si può usare: è sufficiente farlo scorrere con cura e sfilarlo di lato invece che tirarlo verso l’alto, per non staccare il materiale provvisorio.

I farmaci. Se il dentista prescrive un antidolorifico, va assunto secondo le indicazioni ricevute. L’antibiotico non è sempre necessario: viene prescritto solo in situazioni particolari, ad esempio in presenza di gonfiore o febbre. È importante non assumere antibiotici di propria iniziativa, perché non servono a curare il dente e contribuiscono allo sviluppo di batteri resistenti.

I rimedi fai da te da evitare. Quando un dente fa male, è facile cercare soluzioni casalinghe. Alcune però sono inutili o dannose:

  • impacchi caldi sulla guancia, che in presenza di infezione possono favorirne la diffusione;
  • aspirina appoggiata sulla gengiva, che può causare ustioni della mucosa;
  • alcol, chiodi di garofano o oli essenziali applicati sul dente;
  • tentativi di “sistemare” da soli l’otturazione provvisoria con cere o colle;
  • antidolorifici presi in dosi superiori a quelle consigliate per riuscire a mangiare dopo la devitalizzazione anche cibi duri.

La soluzione sicura è una sola: seguire le indicazioni del dentista e contattare lo studio in caso di dubbi. Un controllo in più non è mai una perdita di tempo.

Vale la pena anche ricordare perché si arriva alla devitalizzazione. Nella maggior parte dei casi la causa è una carie che non è stata curata in tempo e che ha raggiunto la polpa. Una carie piccola si risolve con una semplice otturazione, mentre una carie profonda può richiedere la devitalizzazione e la ricostruzione del dente. Per questo, quando ci si chiede quanto costa curare una carie, la risposta dipende soprattutto dal momento in cui si interviene: più la carie è profonda, più il trattamento diventa complesso. Intervenire per tempo, con controlli regolari, è il modo migliore per evitare cure più impegnative.

Quanto costa devitalizzare e ricostruire un dente

È una delle domande più cercate, ed è naturale porsela. Non è però possibile indicare una cifra valida per tutti, perché il costo di una devitalizzazione dipende da molti fattori e può variare da paziente a paziente in base alla situazione singola.

Tra gli elementi che incidono ci sono:

  • il tipo di dente: un incisivo ha in genere un solo canale, mentre un molare può averne tre, quattro o più, e richiede un lavoro più lungo;
  • la complessità dei canali, che possono essere curvi, sottili o calcificati;
  • la presenza di un’infezione o di un ascesso, che può richiedere più sedute;
  • l’eventuale necessità di rifare una vecchia devitalizzazione, che è più complessa di una prima cura;
  • il tipo di ricostruzione necessaria dopo la cura: un’otturazione, un perno o una corona.

Per questo il percorso inizia sempre da una visita, con gli esami radiografici necessari. Solo dopo aver valutato il dente il dentista può spiegare in modo chiaro e trasparente quali sono i passaggi previsti, quanto tempo servirà e quale sarà l’impegno complessivo, così che il paziente possa decidere con serenità.

C’è poi un aspetto che riguarda il valore nel tempo. Una devitalizzazione eseguita con cura e seguita da una ricostruzione solida permette di conservare il proprio dente naturale anche per molti anni. Trascurare le indicazioni, ad esempio nel mangiare dopo la devitalizzazione o nel rimandare la corona, può invece portare a fratture e alla perdita del dente, con la necessità di soluzioni più complesse come un impianto o un ponte.

Anche per questo, seguire con attenzione le indicazioni post-cura è un investimento sulla propria salute: poche settimane di attenzione nel mangiare dopo la devitalizzazione possono fare la differenza per molti anni. Il nostro team è sempre disponibile a chiarire ogni dubbio, sia prima della cura sia nei giorni successivi, perché il paziente possa affrontare ogni fase con tranquillità.

Mangiare dopo la devitalizzazione: le regole da ricordare

Mangiare dopo la devitalizzazione non è complicato, ma richiede qualche attenzione. Nelle prime ore è meglio aspettare che l’anestesia svanisca; nei primi giorni conviene scegliere cibi morbidi e tiepidi, masticando dal lato opposto; fino alla ricostruzione definitiva è importante evitare cibi duri e appiccicosi, che possono rompere il dente o staccare l’otturazione provvisoria.

Abbiamo visto anche perché un lieve fastidio nei giorni successivi è normale, quali segnali richiedono invece un controllo, perché il dente devitalizzato va protetto con una ricostruzione adeguata e quali rimedi fai da te è meglio evitare.

Se devi affrontare una devitalizzazione o hai dubbi su come comportarti dopo la cura, puoi approfondire l’argomento presso lo Studio Odontoiatrico Dott. Dante Pandolfi a Pinerolo. Il nostro team ti spiegherà con calma come mangiare dopo la devitalizzazione e come proteggere il tuo dente nel tempo.

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